ALLEVAMENTO VON FEDELIA di Antonio Sonzogni

La razza

 – ASPETTO GENERALE: un filino topesco, se è a pelo corto (come in “Guarda che bello, mamma, un topocane!”); più sul volpinoide, se è a pelo lungo (come in: “Che bello, è un volpino, vero?” Risposta: “No, è un chihuahua a pelo lungo”. “Un chihuahua? Ma nooooooooooo, i chihuahua sono quelli spelacchiati che sembrano topi, guardi che il suo è un volpino!” “Guardi, li allevo… lo saprò che cane ho?” Risposta molto piccata: “Secondo me, NO”).
Tanto per mettere subito le cose in chiaro: il chihuahua è il cane più piccolo del mondo, okay. In questa razza, dal punto di vista morfologico, non si tiene conto della bassezz…ops, altezza al garrese, ma solo del peso. E ri-okay.
Peeeeeeeeeeeerò… nello Standard troverete scritto: “peso ideale fra 1.5 Kg e 3 Kg. Un peso tra 500 gr. e 1,5 Kg è tollerato. I cani che pesano meno di 500 grammi e più di 3 Kg saranno squalificati”.
ERGO: un chihuaha di mezzo chilo è un chihuahua, punto. NON un chihuahua mini, minitoy, thiny, teacup, bonsai o Polistil.
E’ un chihuahua non troppo ben riuscito (gli manca un buon chilotto per esserlo), ma è un chihuahua. Se invece pesa meno di mezzo chilo, è un cesso di cane, un tragico errore di allevamento probabilmente destinato a una vita infelice e malaticcia: non è e non sarà mai un “esemplare raro e pregiatissimo che costa più degli altri”.
Ovviamente lo stesso vale per quelli dai tre chili in su (che qualche cuggino definirebbe sicuramente “chihuahua giganti”), ma di questi è inutile parlare perché intanto non li cerca nessuno: invece, se qualche cagnaro infame si mettesse a produrre cani di tre etti, andrebbero via come il pane… perché la mamma dei cretini non è soltanto costantemente incinta, ma fa anche uno sproposito di parti gemellari.

Evito ogni ulteriore polemica sull’argomento solo perché l’ho già fatta, precisamente in questo articolo: però almeno un accenno ci voleva, visto che gli annunci di “chihuahua nani”, “chihuahua toy” & affini sono sempre più frequenti in rete e sempre più persone abboccano (sembra che ormai un cane di due chili, in casa, sia facile da gestire come un San Bernardo).
Io continuo a ricordare a tutti: a) che il chihuahua è  già abbastanza delicato di suo, senza rifilargli anche i gravissimi problemi portati dal nanismo; b) che i chihuahua perfetti per chi desidera queste microdimensioni, ma esenti da qualsiasi problema di nanismo (e anche da altri problemi: non pisciano, non abbaiano, non disturbano MAI) esistono.
Si chiamano “trudini” e ve li vendono pure con la borsetta incorporata, così vi levate due voglie al prezzo di una: quella di avere il cane più piccolo possibile e quella di fare le Paris Hilton de noantri (sperando che almeno abbiate le fisique du rol, perché le Sciuremarie con chihuahua imborsettato che vedo in giro, quasi sempre, assomigliano più a un Hilton nel senso dell’albergo che a una Hilton nel senso dell’ereditiera).

VARIETA’ ALTERNATIVE: ne ho sentite di ogni, impossibile ricordarle tutte: cito solo le prime che mi vengono in mente, e cioè Kiuaua, Cicciaua, Whawha (giuro: non capivo più se era un cane o un distorsore per chitarra), Ciaouaua e un bellissimo “Chi Ua?” (pronunciato come si scrive, quindi “chi”, e non “ci”). Col punto interrogativo, perché la frase era sotto forma di domanda.
Ne venne fuori questo esilarante dialogo, che trascrivo foneticamente come l’ho sentito, altrimenti non si capisce (lo troverete anche nello “Stupidario cinofilo” che sta per andare in stampa):
Sciuramaria: “Che bello, è un Chi Ua?”
Risposta dell’espositore: “… ua”.
Sciuramaria: “Ua che?”
Espositore (sorridendo):  “No, nel senso che ne mancava uno… la razza si chiama Ci-ua-UA”.
S: “Ah, ecco! CHI (aridaje) Uaua!”
E (guardandola con la faccia da “mi stai prendendo per il culo?”): “Sì, ma non CHI: CI!”
S: “Ci chi?”
E (esasperato): “Seee, vabbe’… chi gioca in prima base?”
S  ( che evidentemente non aveva mai visto Gianni e Pinotto. E neppure Rain Man): “Prego?!?”
E (in fuga): “Signora, scusi, devo salire sul ring…”
Signora, cinque minuti dopo,  ad amica sopraggiungente: “Ue’, Gina, ma hai visto che belli i CICHICIAUA?”.

Aggiungo che le varietà più fantasiose si leggono quando il nome della razza viene messo per iscritto (dai classici  ciwawa e ciuaua ai più arzigogolati “chiwawa toy” e pure a un “chihuaha wow”, che in realtà non ho ho ben capito se fosse il nome della razza o se fosse solo un modo di dire “Wow, che bei chihuahua!”, perché poi nella descrizione si parla nuovamente di chihuahua toy: entrambi li trovate su ebay a questo link, giusto per chiarire che non mi invento nulla).
E forse è un po’ fuori tema, ma inserisco qui anche la mitica frase che pronunciò mia madre in un giornata nuvolosa, porgendomi una K-way: “Toh, portati il chihuahua,  che potrebbe piovere”.

CARATTERE ED ATTITUDINI – Il chihuahua è una razza da compagnia (e che altro potrebbe fare, un chilo di cane?).
Questo però non significa che sia davvero un trudino, né tantomeno un cane idiota che non se la può cavare in nessuna situazione senza l’aiuto della mammina santa umana.
Leggete ciò che dice lo Standard del carattere: “Svelto, sveglio, vivace e molto coraggioso“.
C’è forse scritto “fragile, timido, inibito?” No.
C’è forse scritto “rincoglionito totale?” NO!
E allora perché, perché trattarlo come se lo fosse?
Ci sta che il cane venga “anche” messo in borsetta: è piccinino, se gli fate fare un’escursione in montagna è normale che a un certo punto si stanchi e che sia giusto prenderlo in braccio (o appunto imborsettarlo). Ma per fare il giretto di shopping in centro a Milano? Per favore.
Ci sta che non lo si faccia giocare con il mastino napoletano: se ridendo e scherzando quello gli mette una zampa addosso, potrebbe sfritellarlo. Ma che non debba MAI avere la soddisfazione di annusare il sedere di un altro cane, al guinzaglio e sotto controllo, è un vero e proprio maltrattamento! Lui è un cane e ha le esigenze di qualsiasi altro cane!

Il tragico è che poi le stesse persone che lo prendono in braccio gridando al “brutto cagnaccio grosso e cattivo che ti sbrana” lasciano magari il chihuahua in balia dei carissimi e carinissimi bambini di casa, che possono essere – loro sì – dei veri killer di minicani. Quindi, AVVERTENZA IMPORTANTE: se avete bambini inferiori ai 6-7 anni di età, non comprate mai un chihuahua (a meno che i pupi non siano già espertissimi cinofili!).
E anche con i dieci-dodicenni, massima attenzione: a volte i ragazzini non si rendono proprio conto della fragilità di un cane così piccolo e possono far danni in assoluta buona fede.
Purtroppo molti genitori comprano proprio il chihuahua “per i bambini” (e come primo cane): dichiarazione che viene accolta con grandi spernacchiamenti da qualsiasi allevatore serio… mentre cagnari, negozianti e affini rassicurano il cliente sul fatto che non c’è cane più adatto.
Sì, adatto a farsi ammazza’ dar pupo, se i genitori non hanno millemila occhi puntati su di loro.
Comunque, tornando al carattere: il chihuahua è un cagnolino tosto, fiero e coraggioso (come da Standard), nonché molto intelligente e collaborativo.  Può dare veramente grandi soddisfazioni ai suoi umani quando viene trattato da cane (cosa che è), pur nell’ovvio rispetto per le sue dimensioni. Se viene trattato da deficiente (cosa che NON è), purtroppo deficiente potrebbe diventare: da qui tutti i chihuahua timidissimi, addirittura fobici verso le persone e/o gli altri cani o, viceversa, aggressivi (entro i limiti permessi dal fisico).
Il fatto che un chihuahua incazzoso sia soltanto comico, però, non dovrebbe farci dimenticare che lui sta vivendo male, costantemente nervoso e stressato com’è: e una qualsiasi persona intelligente, anziché ridere, dovrebbe correre ai ripari.

Sul carattere del chihuahua, purtroppo, circolano un sacco di leggende metropolitane quasi sempre riferibili a cani mal allevati e – ancora più spesso – mal gestiti. Per esempio, si dice che sia un irrefrenabile abbaione: e non è vero. O meglio: non è che sia un taciturno, per carità… ma non è neanche un rompipalle a oltranza, a meno che non lo si costringa a vivere tra le braccia di mammina santa (specie da cucciolo) impedendogli ogni tipo di socializzazione. In questo caso diventerà diffidente verso tutto e tutti, ragion per cui abbaierà a tutto e a tutti.

Si dice anche che sia antipatico e che se la tiri da cane di cinquanta chili: e… be’, questa non è proprio una leggenda metropolitana. Per tirarsela, un po’ se la tira.
Se poi è particolarmente bello e vince un sacco di esposizioni, allora non c’è più storia, guarderà tutti dall’alto in basso e si piazzerà tipo statua ogni volta che qualcuno lo osserva. Però… dài, come si fa a dire che è antipatico?
A me fanno una tenerezza incredibile, quando ti guardano col fumetto che dice “VERO che sono il cane più figo-piùforte-piùgrande-piùimportante del mondo?”
I chihuahua antipatici, semmai, sono quelli che appena ti avvicini ti strillano “nonmitoccare, non tivoglio, tiodio!”. Ma quelli sono sempre e solo cani mal socializzati (e quindi è colpa degli umani): oppure cani provenienti da negozi, cucciolifici & affini, allevati malissimo e gestiti peggio. Non è certo colpa della razza se sono i più diffusi. E’ (di nuovo) colpa dell’eccessiva dannatissima prolificità della madre dei cretini.
Come si fa, infatti, ad andarsi a comprare un chihuahua in negozio, o magari alla fiera del cucciolo? Questa è una razza che ha bisogno di veri artisti dell’allevamento, oltre che di persone estremamente competenti e preparate: allevare cani minuscoli, così come allevare cani giganti, comporta una marea di difficoltà che solo con passione e tecnica si possono superare senza problemi. Ora pensate un po’ a quanta passione può avere gente che sforna cuccioli in catena di montaggio e poi li sbatte al mucchio su furgoni in partenza per l’Italia. E non parliamo della tecnica, visto che quelli che arrivano qua sono spesso dei miscugli magici tra chihuahua, zwergpinscher e perfino prague ratter, razza semisconosciuta da noi ma molto diffusa nei Paesi dell’Est, sede della stragrande maggioranza dei canifici a cui  i cagnari nostrani (negozianti ampiamente compresi) attingono a piene mani.

Se volete un vero chihuahua, andate in un allevamento italiano specializzato in chihuahua (e non da quelli che vendono “cuccioli di tutte le razze, spedizioni in tutta Italia isole comprese, come Aiazzone: perché quelli sono tutti importatori, al di là di ciò che possano raccontarvi per fregarvi). E possibilmente indagate a fondo anche sull’allevamento italiano, perché non tutti sono alla stessa altezza: ricordando bene che sbagliare fonte di acquisto significa mettersi in casa un quintale di problemi (di carattere e di salute) racchiusi in mezzo chilo di cane o poco più.
Certo, lo so che i cuccioli sono irresistibili: così piccini, così teneri, così topolinosi… impossibile non portarsene a casa uno!
Ma proprio per questo, vi prego e vi STRAprego… andate a farvi conquistare dalle faccine conquistratrici di una cucciolata bene allevata. Perché solo così avrete un cane tipico, sano e anche simpatico (sempre che non siate voi a scatafasciargli il carattere).
“Vabbe’, abbiamo capito, il cucciolo va socializzato, deve vedere gente e cani… ma mica possiamo permettergli di giocare con un labrador o un rottweiler: lo disferebbero!”, obietterà qualcuno.
A parte il fatto che è più probabile che sia il chihuahua a disfare il labrador o il rott, se cercano di seguire la velocità dei suoi movimenti… no, in effetti NON è consigliabile mescolare cuccioli di taglia troppo diversa e lasciarli giocare insieme. Però le nostre città ormai sono strazeppe di chihuahua: quindi non sarà certo difficile trovare altri proprietari e mettersi d’accordo per qualche seduta di gioco collettivo tra pari taglia, che risulterà anche divertentissima da guardare perché un branco di chihuahua mollato in libertà è praticamente un film comico continuo. Grazie al cielo, però, si divertono anche loro: immensamente più che a restare parcheggiati tra le braccia di mammina… santa, sì, ma pure mortalmente noiosa.

TESTA – la caratteristica della razza è la testa “a forma di mela” (si parla ovviamente del solo cranio, anche perché non ho mai visto una mela col muso): un’altra caratteristica tipica (non presente in tutti i soggetti, ma in molti sì) è la fontanella del cranio che resta aperta anche in età adulta. Questo rende il cane particolarmente sensibile non solo alle botte in testa (ancora una volta, at-ten-zio-ne ai bambini! Non è che lo facciano per cattiveria, ma a volte non si regolano proprio quando giocano…), ma anche alle cadute: purtroppo ci sono stati casi di chihuahua morti cadendo dal letto (e cioè da trenta centimetri circa), proprio per aver picchiato la testa.
Per quanto riguarda il contenuto, l’abbiamo detto e lo ripetiamo: il chihuahua è un cane sveglio, attento, collaborativo, coraggioso, che come tutti i cani del mondo vuole sentirsi parte attiva del suo branco.
Quindi dategli dei piccoli incarichi (la guardia la fa benissimo!) e non trattatelo come una bambolina, cosa che lo fa incazzare come una biscia (anche se voi non ve ne accorgete).
Un classico esempio di conversazione tra Sciuramaria chiuahuamunita e il proprio cane potrebbe essere il seguente: “Ammmmore della mamma, ma quanto sei piccino, eh? Quanto sei delicatino e piccolino?”
– Tanto quanto m’ha fatto la mamma, quella vera. Ma perché non pensi a quanto t’ha fatto brutta la tua?
“Ora mettiamo il capottino e andiamo a fare la passeggiatina, così fai la pipì e la cacchina santa!”
– Sui piedi, te le faccio, se mi infili di nuovo quella palandrana: non lo vedi che è estate, imbecille? E’ vero che patisco il freddo, ma lo patisco d’inverno, non a ferragosto!”
“Su, vieni che mammina ti mette nella tua borsettina…”
– Ecco, con la palandrana in borsetta… mapporcciaccialamiseriaccia tua, mi fai morire di caldo! Che nervi che mi vengono, che stress… guarda, mi metto a tremare, tanto sono incazzato… lo vedi che tremo, immensa pirla?”
E la Sciuramaria, ovviamente: “Ammmmoreeee! Ma stai tremando! Il mio cagnolino ha tanto freddone?!? Aspetta che prendiamo un cappottino più pesante!”

OCCHI – Rotondi, scurissimi e – da Standard, leggetevelo bene – non sporgenti. Non, non, NON sporgenti! Quelle bruttissime cose vendute dai cagnari, con due specie di palle da tennis che escono dalla testa, non sono “tenerissimi chihuahua” ma cani che, oltre ad essere appunto brutti come la notte, avranno una compilation di problemi agli occhi (che ovviamente, più sporgono e più sono esposti alle intemperie, alla polvere e a tutto ciò che di “cattivone” c’è al mondo).

CORPO – Per parlare del corpo (che dev’essere, da Standard, compatto e ben costruito, con linea superiore orizzontale, garrese solo leggermente marcato, dorso corto e fermo, ventre ben rialzato), si può tornare alla conversazione cane-umana di cui sopra: perché succede davvero, eh!
Succede, ahimé, in continuazione: perché le Sciuremarie se ne catafottono dello Standard, e del corpo del loro cane osservano solo il tremore, automaticamente associato all’idea del “povero cagnolino che ha tanto freddone” (non chiedetemi perché, ma le Sciuremarie con cane da compagnia parlano solo per diminutivi – riferiti al cane – e per superlativi riferiti al resto del mondo, che a loro avviso minaccia il cane: il freddone, l’omaccione cattivo, il brutto cagnone).
In realtà il chihuahua è un cane che trema per ogni minimo disagio: caldo, freddo, irritazione, fame, sete e rottura di palle in generale.
E’ il suo modo di manifestare un qualsiasi nervosismo: ma molte, troppe Sciuremarie pensano sempre e solo che abbia freddo (anche quando gli girano le palle perché ha troppo caldo). Così coprono, vestono, imbacuccano… non si sa bene se perché davvero pensino che il cane stia gelando anche a ferragosto, o se è solo perché devono sfoggiare la linea completa di vestitini che si sono dissanguate per comprargli.
Poi, per carità: che il chihuahua patisca il freddo (d’inverno!) è verissimo: come tutti i cani, patisce soprattutto l’umidità e gli sbalzi di temperatura, quindi è assolutamente lecito vestirlo… ma una magliettina come quella nella foto basta e avanza.
Non c’è alcun bisogno di comprargli millemila vestitini (da casa, da jogging, da bagno – giuro che ho visto un chihuahua alla spiaggia col costumino – da palestra, da nanna… per tacer dell’immancabile vestito da sposo/a, col quale al cane appare immediatamente il fumetto che dice: “E io dovrei trombare conciato così?!? Ma te lo scordi!”… che è poi il motivo per cui si narra che i chihuahua non sanno più accoppiarsi naturalmente).

Se proprio ci siamo comprati il cane piccolo perché avevamo la passione di vestire le bambole… vabbe’, allora possiamo anche eccedere un po’ (tanto il cane, grazie a dio, non si vede e non sa): però una regola deve valere in senso assoluto, e cioè quella di non infastidire il cane. Niente tutina da jogging che lo blocca nei movimenti, niente vestito da sposa, niente piumone imbottito a luglio, per pietà (ma comprarsi davvero una bambola… no, eh?).
Io vi invito solo a guardare i cani in faccia, per capire. Guardate l’espressione (e anche la disivoltura e l’eleganza del movimento, magari) di un cane che corre libero, nella foto a sinistra…

…e mo’ guardatevi l’espressione di un cane impalandranato, a destra.
C’è davvero bisogno di aggiungere altro?
Sì, è vero che ai chihuahua, tutto sommato, piace ricevere attenzioni, sempre e comunque: anche quando li vestite, li imborsettate, gli mettete i cappellini o gli occhialetti… loro si sentono in qualche modo coccolati (anche perché le vocine della mammina santa che ripetono “Ma quanto sei belliiiinoooo! Ma come ti sta bene questa gonnellinaaa!” non lasciano spazio ai dubbi): però a tutto c’è un limite, e questo limite deve essere rappresentato dal buon senso.
Mi rifiuto proprio di pubblicare foto di cani vestiti in modo inaccettabile (il vestitino della foto a destra, nonostante la faccia del cane, va benissimo perché lo lascia abbastanza libero di muoversi): se volete farvi del male, andate su google e ne troverete quanti volete.
Io raccomando solo questo: buon senso. Perché vedersi, è vero, il cane non si vede: però il fastidio lo sente, eccome.
Usare il cervello, please, e ricordarsi che questo, piccolo finché si vuole, è un CANE: con quattro zampe, che devono essere libere di muoversi (tutte e quattro!).

CODA – mi tocca dire, tanto per cominciare, che deve esserci (ho visto, tempo fa, un allucinante annuncio di “cuccioli di ciwawa con code già tagliate…”: ARGHHH!!!). Poi deve anche essere “inserita alta,  di lunghezza moderata; larga alla radice, si assottiglia gradatamente verso la punta. Il portamento della coda è un’importante caratteristica della razza: in movimento è portata o alta formando una curva, o a semicerchio con la punta diretta verso la regione lombare, il che contribuisce all’armonia dell’insieme. La coda non deve mai essere portata fra gli arti posteriori né arrotolata sotto la linea dorsale“.
Letto bene? Niente coda tra le gambe, ovvero niente cani timidi, paurosi, inibiti! Se il vostro chihuahua la porta sempre così, la coda, significa che l’avete bambinizzato a sangue e l’avete ridotto ad aver paura del mondo, lui che avrebbe dovuto essere un cane piccolo, ma coraggioso e fiero.
Fatevi subito un bell’esame di coscienza, dimenticate le bambole e le statuine di porcellana… e magari cominciate a dirgli “Bello il mio cagnONE! Adesso andiamo a farci una bella passeggiatONA!” … perché è la forma mentale che fa tutto.
Si dice che il miglior modo per dimagrire sia quello di pensarsi magri (a me non è mai riuscito granché: però si dice, eh): quindi, forse, il miglior modo per convincersi che il chihuahua sia un cane potrebbe essere quello di pensarlo grande.
Almeno medio, dài.
Fatelo, ‘sto sforzo… che magari non potrete più fare a gara con le amiche a chi ha il cane più thiny, più toy, più ipermicroministicazzi.
Però farete immensamente più felice LUI.

di VALERIA ROSSI

Fonte: www.tipresentoilcane.com/2012/10/30/il-vero-standard-del-chihuahua